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Nel sottoscala una camera da letto per il cane

 

chihuahua nel sottoscalaAnche il vostro animale domestico ha bisogno del proprio angolo di tranquillità e di privacy dove poter riposare in santa pace.

Il sottoscala è uno spazio che è sempre difficile utilizzare e per il quale bisogna sempre farsi venire qualche idea originale. Questa signora, proprietaria di un cane di piccola taglia chiamato Pancho, ha deciso di trasformare il sottoscala in una piccola camera da letto in miniatura, arredata di tutto punto.

Il Chihuahua ha quindi la possibilità di sfoggiare la sua particolarissima camera da letto nel sottoscala che lo accoglie in un ambiente del tutto simile a quello della sua amata padrona.

Cuccia nel sottoscala

Ma la proprietaria di casa non ha mancato di inserire dei particolari conformi allo stile canino, a cominciare dal quadretto sopra al comò che rappresenta dei cani mentre giocano a poker. Non è dato di sapere se il piccolo Pancho sia davvero in grado di apprezzare tutti i dettagli della sua cuccia nel sottoscala ma è certo che può godersi il piccolo letto per i suoi riposini senza occupare il divano o il tappeto del salotto, quello in scala reale.

 

Camera da letto Chihuahua

Il sottoscala è stato chiuso e il cane può accedere alla stanza attraverso una porticina collocata sulla porta principale. Sì, perchè lo spazio nel sottoscala deve essere accessibile anche alla donna delle pulizie (cioè alla padrona del cane) per rassettare l'ambiente. 

 

Insomma, lo spazio ottenuto è veramente adorabile anche se può apparire stravagante ed eccentrico all'ospite umano che dovesse visitare la casa.

caccia camera da letto

Se anche voi foste intenzionati a sfruttare questo spazio difficile sotto alla scala per realizzarvi la cuccia del cane ricordate sempre di renderlo comunque facilmente accessibile per le pulizie perchè altrimenti rischia di diventare un concentrato di microbi e peli che al cane non darà particolarmente fastidio ma che certamente non è bene avere dentro casa.

buon lavoro

 
 
 
 
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Obbligo di manutenzione della caldaia

Con l'arrivo dell'inverno molti cittadini italiani si ritrovano nella buca delle lettere avvisi da parte di aziende termoidrauliche per ricordargli che è arrivato il momento di fare la manutenzione obbligatoria della caldaia. Ma è davvero obbligatorio fare la manutenzione della caldaia ogni anno? Cosa dice la legge in merito?

Normativa sull'obbligo di manutenzione caldaia

Facciamo un pò di chiarezza sul tema della manutenzione della caldaia per aiutarvi a fare una scelta consapevole e non farvi spillare quattrini dai soliti furbetti di turno.

La legge in realtà non specifica le cadenze con cui deve essere effettuata la manutenzione della caldaia. Il DPR n. 74 del 2013 precisa che le operazioni di manutenzione ordinaria della caldaia devono essere eseguite da ditte abilitate, in conformità alle prescrizioni e con la periodicità contenuta nelle istruzioni tecniche fornite dalla dittache ha installato l'impianto.

Questo significa che la regolarità con cui deve essere effettuata la manutenzione della caldaia è specificata nel suo libretto o nel manuale d'istruzioni che viene fornito dalla ditta termoidraulica al momento dell'installazione della caldaia.

La periodicità degli interventi di manutenzione della caldaia viene stabilita in base alla tipologia di caldaia e alla sua potenza: solitamente è da fare ogni 2-3 anni.

Se invece non sono state fornite indicazioni né sul libretto della caldaia né sul manuale d'istruzioni, allora dovrete rispettare la periodicità prevista dalle norme UNI e CEI.

Il discorso è diverso per quanto riguarda la revisione della caldaia o controllo fumi e il controllo dell'efficienza energetica.

Normativa sulla revisione della caldaia e controllo dell'efficienza energetica

Sul controllo dell'efficienza energetica, la revisione della caldaia e del rendimento della combustione, la normativa sugli impianti di riscaldamento specifica in maniera chiara la periodicità con la quale devono essere effettuati:

  • per gli impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza uguale o minore di 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni 2 anni;
  • per gli impianti a gas metano o GPL con potenza uguale o minore di 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni 4 anni;
  • per gli impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza superiore a 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni anno;
  • per gli impianti a gas metano o GPL con potenza superiore a 100 kw la revisione della caldaia deve essere effettuata ogni 2 anni

Questa normativa si applica in tutte le regioni che non hanno recepito la direttiva 2002/91/CE con atto proprio sulla base dell'art. 17 del dlgs 192/2005 (clausola di cedevolezza), ovvero tutte le regioni ad esclusione della Liguria, Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia che l'hanno recepita prima dell'entrata in vigore dell'ultimo DPR.

Riassumendo, la legge non obbliga ad effettuare la manutenzione della caldaia ogni anno, bensì bisogna consultare il libretto della caldaia o il manuale d'istruzioni per sapere quando farla.

Detto ciò, ricordatevi che il controllo e la manutenzione della caldaia sono fondamentali per la sicurezza in casa, oltre che essere richiesti dalla legge. Quindi è importante rispettare fedelmente le indicazioni fornite.

Quando arriverà il momento di effettuare la manutenzione della caldaia, conviene farsi fare più preventivi da diversi termoidraulici per farsi un'idea del costo medio e scegliere un professionista esperto.

buona fortuna

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La torta di Padre Pio, la ricetta e la storia del dolce da condividere

Ecco storia, ricetta e procedimento della torta di Padre Pio. Dolce caratterizzato da una particolare preparazione, ottimo da gustare a colazione

La torta di Padre Pio, la ricetta e la storia del dolce da condividere

Per chi non la conoscesse ancora la torta di Padre Pio è un dolce il cui principale scopo oltre testimoniare le fede verso il santo, è la condivisione. Sulla sua origine non si hanno notizie certe, secondo alcuni si tratterebbe di una leggenda metropolitana, altri la considerano una sciocchezza, una sorta di catena di Sant'Antonio tra sacro e profano, fatto sta che sono in molti a prepararla. Il dolce prevede una preparazione lunga 10 giorni e, considerato il fatto che, come vedremo più sotto, l'impasto non vada conservato in frigo per tutto questo tempo, incuriosisce notevolmente come la torta non vada a male. Si prevede che parte del composto, prima di essere cotto, vada versato in tre bicchiere e donato ad altrettanti amici e/o parenti esprimendo al tempo stesso tre desideri. A partire dal bicchiere di composto e seguendo poche e semplici indicazioni scritte su un apposito foglietto del quale il bicchiere di plastica in cui viene donato l'impasto è corredato la torta può essere preparata senza difficoltà.

Le principali regole per la preparazione della torta di Padre Pio sono le seguenti: divieto di utilizzo del frullatore, divieto di conservazione in frigo e di utilizzo di contenitori di plastica, si consiglia il vetro. Infine il dolce dovrebbe essere preparato da una sola persona. Ecco la ricetta del dolce da condividere.

 

1 giorno: si inizia versando l'impasto ricevuto in una ciotola di vetro ed si unisce un bicchiere di zucchero e uno di farina utilizzando per le dosi il classico bicchiere di plastica. 
2 giorno: mescolare il composto. 
3 giorno: non toccare il composto, quindi non mescolare. 
4 giorno: non mescolare. 
5 giorno: oggi si unisce un bicchiere di latte, un altro di farina ed un altro di zucchero. 
6 giorno: oggi si mescola l'impasto. 
7 giorno: non mescolare. 
8 giorno: non mescolare. 
9 giorno: non mescolare. 
10 giorno: ecco la conclusione della preparazione. Si può procedere con il prelevare tre bicchieri di plastica dall'impasto e con il regalarli a tre persone alle quali si vuole bene. All'impasto rimasto invece vanno uniti un bicchiere di zucchero, uno di latte, tre bicchieri di farina, 1 di olio di semi e poi ancora una mela sbucciata e tagliata a pezzi, 2 uova e per finire una bustina di lievito per dolci. A questo punto mescolare ed esprimere 3 desideri. Versare l'impasto in una teglia tonda e cuocere a 180 °C per circa 35 minuti.

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ORTO BIOLOGICO: 10 PASSI PER INIZIARE A COLTIVARE UN ORTO NATURALE

Coltivare un orto naturale è davvero vantaggioso. Con l'arrivo della primavera potete iniziare a coltivare il vostro primo orto. Preparatevi, scegliete il luogo adatto e procuratevi tutto ciò che occorre per iniziare a coltivare. Vi serviranno un terreno adatto o dei vasi con del terriccio, concime naturale, piantine e semi bio. Ecco tanti consigli utili per iniziare a coltivare il vostro orto naturale.

1) Luogo

Innanzitutto scegliete un luogo adatto e comodo da raggiungere per coltivare il vostro orto.Siete fortunati se avete un giardino da trasformare in orto a portata di mano. Dovrete mettervi al lavoro per dissodare il terreno e per concimarlo in modo naturale. In alternativa andate alla ricerca di orti urbani, orti condivisi o orti sociali nel luogo in cui vivete. O ancora, condividete la coltivazione dell'orto con amici o parenti che ne hanno già uno o che hanno uno spazio già adatto da coltivare. Non dimenticate la possibilità di coltivare un orto sul balcone.

2) Dimensioni

Se siete alle prime armi il consiglio è di iniziare da un piccolo orto. Magari avrete a disposizione molto spazio e un terreno abbastanza grande ma è meglio iniziare a rendere coltivabile una superficie limitata, che sia alla portata del vostro tempo e dei vostri sforzi. Poi progressivamente man mano che diventerete esperti potrete ingrandire il vostro orto. Anche nel caso dell'orto sul balcone potrete partire da pochi vasi di aromatiche e poi espandervi.

3) Compost

Organizzate il vostro orto in modo da avere a disposizione uno spazio da dedicare al compost aggio. Così potrete ottenere concime naturale a base di scarti organici e ridurre i vostri rifiuti alimentari. A seconda del luogo in cui si trova il vostro orto, potrete trovare spazio per un cassone per il compostaggio all'aperto o per una compostiera fai-da-te da balcone.

4) Terreno

Proprio grazie al compost naturalepotrete arricchire il vostro terreno, a cui potrete aggiungere erba e foglie. Le foglie vi saranno utile per ricoprire i terreni non coltivati in inverno in modo da proteggerli ma allo stesso tempo di arricchirli con sostanze nutritive completamente naturali grazie alla decomposizione del materiale organico. Se nel vostro terreno sono presenti dei lombrichi, è davvero un buon segno. I lombrichi vi serviranno anche per la vostra compostiera da balcone.

5) Semi biologici

Scegliete al meglio i semi e le piante da coltivare nel vostro orto. Date la preferenza a semi e piante il più possibile bio. Le sementi da agricoltura biologica si trovano facilmente nella maggior parte dei vivai. Non dimenticate la possibilità di autoprodurre i semi e di barattare le sementi, di coltivare ortaggi dagli scarti e erbe aromatiche per talea.

6) Semine e trapianti

Informatevi sempre sul momento dell'anno più adatto per la semina e per il trapiantoda effettuare nel vostro orto. Ricordate che è preferibile effettuare semine e trapianti la mattina presto o ancora meglio verso sera, in modo che le piantine più giovani non vengano colpite in maniera troppo forte da parte del sole. Il consiglio è di preparare dei semenzai per coltivare semi in un luogo riparato da cui ricavare poi piantine da trasferire nell'orto.

7) Annaffiatura corretta

Per il risparmio idrico può essere utile ricorrere ad un impianto di irrigazione goccia a goccia. In ogni caso è molto utile sapere che il momento ideale per innaffiare le piante sia nell'orto che in vaso è la sera. Inoltre si deve indirizzare l'acqua direttamente sul terreno e verso le radici senza bagnare le piantine e le loro foglie, che potrebbero rovinarsi e marcire. Svuotate spesso i sottovasi per evitare ristagni.

8) Erbacce

Non utilizzate diserbanti di sintesi nel vostro orto naturale. Per evitare le erbacce potrete ricorrere alla tecnica della pacciamatura. Per ridurre la comparsa delle erbacce potrete realizzare dei cassoni in cui coltivare i vostri ortaggi e piastrellare i sentieri che vi serviranno per spostarvi nel vostro orto.

9) Parassiti

Se volete un raccolto completamente naturale e costituito da cibo sano, non utilizzate pesticidi di sintesi nel vostro orto. Potrete proteggere le piante dagli attacchi esterni rafforzando le loro sinergie con le giuste consociazioni tra ortaggi. Un trucco molto utile è quello di piantare qua e là nell'orto delle teste d'aglio che serviranno da protezione naturale per le piante contro insetti e malattie.

10) Raccolto

Il raccolto è uno dei momenti più gratificanti della coltivazione dell'orto. Dopo tante cure il vostro orto vi ricompenserà con fiori, frutti e ortaggi da raccogliere. Meglio non strappare mai ortaggi ed erbe direttamente con le mani, ma intervenire con delicatezza aiutandosi con delle forbici. Alcuni ortaggi, come i cavoli e le insalate possono rigenerarsi: non sradicateli ma raccoglieteli tagliando alla base con un coltello affilato. Se lo curerete con passione, il vostro orto vi darà frutti per una ricca stagione.

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